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Real Madrid-Real Sociedad (@Getty Images)

Sorprese e conferme: cosa abbiamo capito della nuova Liga dopo cinque giornate 

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Non aveva neppure compiuto 2 anni, Yamal, quando nel 2010 Mourinho trionfava con l’Inter in finale contro il Bayern Monaco a Madrid conquistando il Triplete con la sua Inter. Basta questa curiosità anagrafica per descrivere la Liga 2026-27, il campionato spagnolo appena cominciato – 5 giornate come in Italia e ora il lungo stop per le nazionali – e che già presenta conferme e sorprese in questo avvio. Spiccano nomi di altissima qualità tra campo e panchina e poi le sorprese che nei risultati live LaLiga non mancano mai. Uno dei protagonisti annunciati del nuovo campionato non può che essere il giovanissimo talento del Barcellona. 

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Sulle spalle di Yamal per spendere negli anni

L’erede designato di Messi, Yamal, riparte con la vittoria del primo Mondiale. Classe 2007, ha appena compiuto 19 anni, ha un futuro luminoso davanti a sé e già si parla di lui come di possibile candidato al prossimo Pallone d’Oro. Messi permettendo, appunto. Nell’attesa, lui continua a divertirsi in Liga. Anche quest’anno vorrà trascinare il Barcellona di Flick (in  blaugrana dal 2024), che è un altro protagonista del nostro racconto, un allenatore agli antipodi rispetto a Mourinho oppure all’eterno Simeone, che si ritrova terzo con il suo Atletico Madrid senza Griezmann (ci arriveremo). Yamal ha già una bacheca ricca, è un predestinato, un giocatore che con le sue finte e i suoi dribbling è tra i talenti più luminosi della nuova generazione di calciatori. Per questo sogna quanto prima di alzare al cielo una Champions. Recentemente è tornato a parlare della semifinale persa due anni fa con l’Inter. 

La sfida della panchina: generazioni a confronto

Quest’anno c’era grande curiosità per il ritorno dello Special One a Madrid. Una scelta precisa da parte dei dirigenti che cercavano una figura di spessore, esperto, un gestore dello spogliatoio e di grandi campioni per farli coesistere. Al momento i risultati gli stanno dando ragione solo in parte, Mourinho non è partito a mille ma ha comunque tempo a sua disposizione per imporsi e incidere. Ci spera la dirigenza. Flick, che appartiene comunque a un’altra generazione, è un allenatore ormai affermato e il suo Barcellona è noto a tutti: difesa alta, pressing, spettacolo e risultati. E che dire di Simeone, una colonna dell’Atletico che resta in vetta in queste prime giornate. Anche lui nel corso degli anni si è reinventato perché ormai il calcio cambia velocemente e bisogna adeguarsi. Tre allenatori diversi da loro che finiranno per duellare ad armi pari. 

Occhio a Mbappé, la certezza del Real Madrid

Nel folto elenco di campioni da “gestire” nello spogliatoio del Real Madrid c’è ovviamente anche lui, Mbappé, che si unisce ai vari Vinicius jr e Bellingham. Occhio anche ad Arda Guler che è il nuovo che avanza che quest’anno sembra voler fare sul serio dopo i primi mesi e le difficoltà tipiche dei giovanissimi che arrivano a Madrid (vedi Mastantuono ora in prestito in Serie A alla Fiorentina). Allo Special One il compito di farli coesistere. Oltre l’aspetto tattico. Il derby perso contro l’Atletico prima della sosta è solo un piccolo campanello d’allarme comunque da non sottovalutare. 

I nuovi talenti della Liga

Detto di Guler, attenzione ad altri talenti della Liga pronti a imporsi. L’elenco è lungo: Cubarsì del Barcellona, Diomande (altra stellina di 19 anni del Real Madrid) oppure Kang-in Lee – ex Psg – in un Atletico che ha perso Griezmann dopo cinque stagioni e che comunque riparte da nuovi talenti e nuove motivazioni. Nuove storie da raccontare. Sempre col Cholo a muovere i fili dalla panchina. A ognuno il proprio destino per un campionato sempre più avvincente e affascinante con classifica parziale e responso definitivo mai come quest’anno incerto. Come a dire, tutto può accadere. Con quei talenti lì…